
Riflettere su “il senso del coraggio” vuol dire riflettere su di Sé, sulle proprie scelte e sentire ciò che permettiamo a noi stessi.
Platone scrisse :
il coraggio è una forma di salvezza
Il senso del Coraggio
Nella mia mente, ho sempre pensato al senso del coraggio come semplicemente affrontare le tue paure, non importa quanto irrazionali potessero essere.
E quindi una nobilissima materia come la Filosofia, è l’unica maestra che può aiutare quando vuoi schiarirti le idee.
Protagora affermava: “Le persone che sanno cosa stanno facendo si sentono meno spaventate delle persone che non sanno cosa stanno facendo.”

Il filosofo greco Aristotele invece credeva che il coraggio fosse una virtù, un indicatore di eccellenza morale. Più specificamente, la virtù che ha moderato i nostri istinti verso l’incoscienza da un lato e la codardia dall’altro.
Credeva che la persona coraggiosa temesse solo cose degne di paura.
Coraggio per questo filosofo significava saper cosa temere e come affrontare in modo appropriato a quella paura.
Per Aristotele, ciò che conta non è solo se affronti le tue paure, ma perché le affronti e di cosa hai paura.
C’è qualcosa di importante in questo pensiero .
Le tue ragioni per superare la paura sono importanti. Possono fare la differenza tra coraggio, codardia e incoscienza.

La maggior parte della gente tende a pensare al coraggio come alla virtù del guerriero, qualcosa che appartiene tipicamente al campo di battaglia.
Magari per analogia lo si associa alle grandi sfide sulle cime dell’Everest oppure nelle profondità dell’oceano o in un campo sportivo; in poche parole ovunque siano richieste doti di resistenza , determinazione e fermezza.
E questo è ovviamente, abbastanza vero.
Spesso però dimentichiamo che il coraggio è una virtù che dimostriamo nella vita di tutti i giorni, perché essa senza dubbio lo richiede.
La vita di tutti i giorni evoca infatti un coraggio più impavido di quello del combattimento o dell’avventura; vedi gli aspetti comuni della condizione umana sperimentati da centinaia di migliaia di persone proprio in questi tempi.
Oramai è un anno che l’emergenza infatti ci pone davanti a grandi gesta di coraggio da parte di tutti.
Gli sport estremi citati prima, sono attività circoscritte alle quali dedichiamo un certo tempo ben definito per poi tornare allo “stato di quiete”, mentre affrontare la vita è cosa del tutto diversa.
Si tratta di esperienze aperte, nuove, diverse che hanno una componente d’imprevedibilità radicata e promettono solo che il sollievo arriverà a rischiarare l’orizzonte dopo essere usciti dalla propria “zona di confort”.
Solo chi conosce la paura può esprimere coraggio; come affermava il filosofo greco Euripide
“ il coraggio dell’uomo sta nel sopportare quello che il cielo gli manda”
In realtà Euripide parlava di una sopportazione specifica infatti l’affermazione proseguiva con :
se l’espressione del coraggio richiede la presenza della paura, allora non c’è nulla di male nel vacillare

Nell’ esistenza umana è necessaria probabilmente un tipo di audacia che vale più di quella dei campi di battaglia, ovvero quella insita nell’affrontare il nuovo e nell’accettare il diverso nelle esperienze che si prospettano in futuro.
Essere preparati ad abbandonare volontariamente o involontariamente, le proprie abitudini ed i propri schemi.
Concetto chiarissimo allo scrittore e poeta austriaco Rilke, che espresse in modo chiarissimo quest’idea nelle sue “lettere a un giovane poeta” dicendo che abbiamo bisogno di corraggio per affrontare “l’esperienza più strana, più prodigiosa, bella e incredibile che si possa incontrare”: la vita.
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