
Prendete l’America, il Jazz, il Bepop anzi l’Hard Bop, una chitarra elettrica (di quelle Gibson in stile anni 60), meravigliosi fraseggi di altri pianeti, poi Napoli. Amalgamate il tutto ed otterrete il nuovo capolavoro del Maestro Nicola Mingo.
In questo suo ultimo lavoro discografico “My Sixties in Jazz”, il chitarrista napoletano ci trascina nella dimensione magica del Bebop, un genere musicale che nella seconda metà del scolo scorso, ha visto alternarsi tanti geni sulla scena del panorama Jazz mondiale .
Pubblicato da Alfamusic nel 2023, ad accompagnare Nicola, ascoltiamo musicisti di altissimo livello come Francesco Marziani piano, Pietro Ciancaglini contrabbasso e Pietro Iodice batteria.
Un Jazz made in Italy, di tutto rispetto.

Copertina
Il disco di Nicola Mingo
Un disco in cui il richiamo e la rivisitazione di alcuni classici dell’ hard bop che hanno segnato il decennio degli anni ’60, è solo da sfondo alle composizioni originali; un tributo dovuto alla storia del Jazz, ma, al tempo stesso, un affermazione della propria attitudine creativa, del proprio stile.
Il titolo del disco? Un gioco di parole delizioso, un omaggio ai suoi sessant’anni e un chiaro riferimento all’epoca d’oro del bebop. Un modo per dirci, Io sono qui, con la mia chitarra, a celebrare un’epoca che mi ha formato, proiettandola in avanti.
E le nostre orecchie ringraziano per questa splendida opera.
Un approccio contemporaneo a un genere classico, senza però tradire le sue radici, melodie che si intrecciano e si svelano.
Senza dubbio si possono ascoltare le influenze di grandissimi nomi come Charlie Parker, Dizzie Gillespie, i maestri dell’hard bop Clifford Brown, Art Blakey and Jazz Messengers sino ad arrivare ai grandi chitarristi jazz di sempre, come Grant Green, Wes Montgomery, Kenny Burrell, Barney Kessel, Tal Farlow, Joe Pass, Pat Martino, George Benson.
Fraseggi ricchi di cromatismi, espressione di melodia, una scrittura armonica ricca e articolata. Un linguaggio raffinato, colto e popolare al tempo stesso.
Il disco si apre con ‘Bopping‘, un brano che è come un tuffo in un mare di note, tutte al posto giusto nel momento giusto.
La tracklist di My Sixties di Nicola Mingo

In questi brani, le linee melodiche dello stile di Mingo, si fondono con il bop più intenso e appassionato, e si viene travolti da un sound originale e coinvolgente. La sezione ritmica, solida e precisa, fornisce un supporto fondamentale, permettendo al chitarrista di esplorare tutte le sfumature del suo strumento.
Ed a proposito di sfumature, il brano “L’alba della notte” sembra catapultarci davanti la scena di un film in cui un eventuale protagonista, in un locale notturno mentre fuma una sigaretta, sorseggia il suo whiskey, si ferma a riflettere sulle sfumature della giornata, della vita, verso la mezzanotte.
Possiamo ascoltare anche un pò di Napoli, un pò di Blues, in “Neapolitan Blues“, un connubio fra New York e la città partenopea, un volo diretto.
Volo che prosegue su “Confimation” di Charile Parker, in cui a farla da padrona non è il sassofono ma una chitarra suonata con grande maestria
Il disco si chiude con un brano “My Guitar Solo», in cui possiamo ascoltare un assolo di chitarra che imita i suoni del contrabbasso ( il cosiddetto walking bass) e del pianoforte; mi ricorda il grande chitarrista Joe Pass.
Un disco che nel panorama musicale jazzistico moderno rappresenta una vera perla, frutto di uno dei chitarristi jazz più bravi del globo.
Da ascoltare assolutamente.
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