Nuovi Dazi di Trump: un’incertezza per il Commercio Globale

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L’annuncio dei dazi

Durante un evento alla Casa Bianca, il 2 aprile scorso, il presidente Donald Trump ha annunciato un piano per correggere lo squilibrio commerciale degli Stati Uniti, descrivendo il paese come “saccheggiato, violentato e depredato” da nazioni estere.

In prima battuta, il presidente ha imposto una tassa globale del 10% sulla maggior parte delle importazioni, con tariffe più elevate e variabili a seconda del paese.

Questa mossa protezionistica ha scatenato un’ondata di reazioni globali.

La Cina, principale rivale degli Stati Uniti, ha reagito con fermezza, chiedendo l’immediata revoca dei dazi (34% aggiuntivo al 20% esistente) e minacciando misure di ritorsione.

Anche Canada e Messico, partner commerciali chiave degli Stati Uniti, sono stati colpiti, ma le loro reazioni sono state diverse: il Canada ha annunciato ritorsioni commerciali e ha iniziato a svalutare la propria valuta, mentre il Messico ha adottato un approccio più cauto.

Il Regno Unito, colpito da tariffe del 10%, ha optato per la diplomazia, invitando alla calma. L’Unione Europea, con tariffe del 20%, ha promesso una risposta adeguata, pur riconoscendo la propria vulnerabilità in una guerra commerciale.

Commissione Ue

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che ha avvertito gravi conseguenze globali, ha sottolineato che l’UE non è tra i paesi più colpiti, con Giappone, Corea del Sud e Taiwan che affrontano tariffe più elevate.

Uniche esclusioni da parte del governo americano dai nuovi dazi, settori come quello farmaceutico, semiconduttori, rame, legname e minerali rari.

Donald Trump

La decisione

La decisione, motivata dalla necessità di “reciprocità” e dalla protezione dell’industria americana, è stata immediatamente criticata da economisti ed esperti di commercio internazionale. Definita, infatti, “miope” e “senza logica economica”, paragonata alle politiche protezionistiche dell’epoca della Grande Depressione.

Le misure colpiscono settori chiave, come l’automobilistico e il tecnologico, tra queste, un dazio del 25% sulle auto estere e si abolisce l’esenzione ‘de minimis per le importazioni di beni sotto gli 800 dollari. Da non sottovalutare le potenziali ripercussioni sui consumatori americani e sulle aziende coinvolte.

In particolare, le tariffe elevate sui componenti tecnologici provenienti da paesi come Vietnam, Thailandia e Taiwan mettono a rischio la catena di approvvigionamento di aziende come Apple, con possibili aumenti dei prezzi per i consumatori e un impatto negativo sul bilancio aziendale.

Dunque, anche i settori del gaming e dell’informatica non sono stati risparmiati. Nonostante le possibili conseguenze negative, le aziende agenti nei suddetti settori hanno finora mantenuto il silenzio, senza rilasciare dichiarazioni ufficiali.

Un’ incognita

L’aumento dei costi per i consumatori americani e l’instabilità delle catene di approvvigionamento potrebbero avere un impatto significativo sulla domanda e sul posizionamento competitivo delle aziende sul mercato interno.

I nuovi dazi di Trump rappresentano un’incognita per il commercio globale. Sebbene le potenziali conseguenze negative siano evidenti, è ancora troppo presto per prevedere l’esito finale: la sfida è aperta.

Le prossime settimane saranno cruciali per capire se questa mossa segnerà una nuova era di protezionismo o un’opportunità per ridefinire le regole del gioco.


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Author: Stefano De Crescenzo

Napoletano classe 86 , musicista, dopo una laurea a pieni voti in economia presso l'Università degli studi di Napoli Federico II svolge il praticantato come dottore commercialista a Napoli proseguendo il suo percorso lavorativo in Emilia Romagna per svolgere la professione di consulente finanziario presso una grande azienda pubblica. Dopo quasi cinque anni (2014-19) ed una gavetta piena di storie ed umanità, dal 2019 ed attualmente lavora a Roma come Fiscalista presso la stessa azienda e consegue un master universitario di secondo livello. Appassionato di storia ,scienza, arte e cultura ma soprattutto di musica, si cimenta da sempre, nello studio professionale della chitarra con esibizioni dal vivo e registrazioni per artisti della scena musicale Napoletana ed Emiliana, partecipando a diversi concorsi e festival nazionali. Ufficiale Volontario del Corpo militare della Croce Rossa italiana, Socio Siedas, scopre da qualche tempo la bellezza della scrittura collaborando per testate e magazine online . Dal Luglio 2021 è Giornalista Pubblicista, iscritto all'Ordine dei Giornalisti della Campania.